Heracross in dettaglio
Ercole con un corno a croce
L’animale di partenza è il coleottero rinoceronte giapponese, il kabutomushi, un insetto con un solo corno che in Giappone viene allevato, venduto nei negozi e fatto combattere. Il nome nasce dall’unione di Ercole e cross, e quella croce non è decorativa: descrive la forma della punta del corno negli esemplari maschi. Il giapponese, ヘラクロス, è lo stesso composto senza modifiche, cosa che rende Heracross uno dei pochi casi in cui la localizzazione occidentale non ha dovuto inventare nulla.
Anche il resto del design va nella stessa direzione. L’esoscheletro blu scuro viene descritto come duro come l’acciaio, e sotto le elitre c’è un paio di ali funzionanti che, secondo il Pokédex, gli servono a malapena. È una creatura pensata per stare a terra: gli artigli che si conficcano nella corteccia e la leva del corno riproducono lo stesso gesto dei coleotteri reali quando si contendono un albero pieno di linfa.
Dagli alberi di Johto alle trappole di miele
Ha debuttato nella seconda generazione e il suo metodo di cattura era tra i più oscuri del gioco: compariva colpendo con Bottintesta gli alberi dei percorsi di Johto, e in Oro e Argento solo negli alberi con alta probabilità d’incontro. Chi non conosceva il trucco poteva finire la Lega senza averne mai visto uno.
Lo schema è stato ripetuto in seguito con alcune varianti. La Zona Safari di Hoenn nella terza generazione, gli alberi del miele di Sinnoh nella quarta, il Bosco di Evopoli nella quinta. Quasi sempre una meccanica secondaria, quasi mai un incontro nell’erba.
L’abilità nascosta è arrivata più tardi: Arroganza gli è stata aggiunta dopo il debutto, quando aveva già passato diverse generazioni con Aiutoinsetto e Dentistretti come uniche opzioni. Aiutoinsetto, che potenzia le mosse di tipo Coleottero quando gli rimangono pochi PS, è rimasta la peggiore delle tre in quasi ogni contesto, perché richiede di essere sul punto di andare KO per fare qualcosa che Dentistretti fa dal primo turno.
Centottantacinque di Attacco e cinque punture
La sesta generazione gli ha dato la Megaevoluzione, con cui il totale sale da 500 a 600 e l’Attacco arriva a 185. La parte interessante non è il numero, ma l’abilità: garantisce cinque colpi in tutte le mosse multicolpo. Nel suo repertorio ce ne sono due che ne traggono vantaggio. Missilspillo, che impara al livello 35 con 25 di potenza per colpo, diventa un 125 fisso prima di applicare il bonus di tipo; Rocciarapida, che arriva tramite MT con gli stessi 25, fa lo stesso contro i Pokémon di tipo Volante che altrimenti lo spazzerebbero via.
Il problema è che quella forma vive in una manciata di giochi specifici. Nella nona generazione la Megaevoluzione non esiste, e quello che resta è il solito Heracross con i suoi 500 punti e le sue quattro debolezze. Il suo compagno storico, Pinsir, ha ricevuto la Megaevoluzione negli stessi titoli e ha seguito una strada completamente diversa.
Un dettaglio che si nota usandolo: le sue due mosse migliori apprese per livello arrivano al 55 e al 60. Fino ad allora si arrangia con Breccia, al livello 30 e con 75 di potenza, e Sfuriate, al livello 45, con 120 ma di tipo Normale e senza bonus di tipo. Ne risulta una fase lunga della partita in cui l’Attacco di 125 non trova un appoggio adeguato. Dinamipugno, con i suoi 150 di potenza e una precisione dubbia, è disponibile tramite MT molto prima e colma buona parte di quel vuoto.