Nidorina in dettaglio
Un ago, un rinoceronte e un suffisso femminile
Il nome non cambia tra le lingue: ニドリーナ in giapponese e Nidorina nel resto del mondo. L’interpretazione più comune scompone «nido» a partire da needle, ago, con un richiamo a rhinoceros nella parte centrale, e chiude con «-ina», il suffisso diminutivo femminile dello spagnolo e dell’italiano. Il maschio riceve «-ino» con lo stesso procedimento, e la coppia serve a indicare il sesso prima ancora che il giocatore veda lo sprite.
Il design mescola diverse cose senza decidersi del tutto per nessuna: aculei da porcospino, orecchie e muso da coniglio, corpo compatto da rinoceronte in miniatura e la ghiandola velenosa che in natura compare in pochissimi mammiferi. C’è chi aggiunge un’altra interpretazione: il coniglio lunare del folclore dell’Asia orientale, che si accorderebbe con la forma della testa e con il fatto che sia sufficiente una Pietra Lunare per farla crescere. È un’interpretazione ragionevole, non un dato confermato dai designer.
Il ramo che resta senza discendenza
Nidorina e Nidoqueen sono le uniche due specie del gioco che non possono riprodursi nonostante la loro forma non evoluta possa farlo. La contraddizione con il testo del Pokédex è difficile da ignorare: una mezza dozzina di voci parla di cuccioli, di cibo masticato e di aculei nascosti per non ferire i piccoli, mentre il motore di gioco risponde che non ci sono uova. Il ramo maschile non subisce nulla di simile: Nidoking resta nei gruppi Mostro e Campo fino alla fine e si riproduce senza problemi.
La conseguenza pratica è che qualunque piano di riproduzione di questa famiglia passa dal conservare un Nidoran♀ senza farlo evolvere. Chi fa evolvere l’unica femmina che possiede resta senza fabbrica.
Un 55 che prima era uno solo
Nella prima generazione la statistica speciale era un unico valore, e nel suo caso valeva 55. Quando nella seconda venne divisa in due, entrambe le metà rimasero a 55, così il totale continuò a essere 365 e la specie attraversò il cambiamento senza guadagnare né perdere nulla. È uno dei pochi casi in cui la riforma non ha spostato nessuno. Antagonismo fu aggiunta come seconda abilità a partire dalla quarta generazione; Tuttafretta arrivò più tardi come abilità speciale, e nessuna delle due ha cambiato il ruolo che aveva.
Quando usare la pietra
Durante una partita normale il tratto utile è breve e ben delimitato. Dal 16 al 22 non offre granché: Graffio, Velenospina e Furia, quella del livello 15, sono tre attacchi di bassa potenza. Dal 22, con Fielepunte, comincia ad avere una funzione. Morso, al 36, è la prima mossa con una potenza vera, 60.
Da lì in poi arriva tutto tardi. Altruismo al 43, Tossina al 50, Adulazione al 57: mosse di supporto distribuite ogni sette livelli su un corpo che non regge abbastanza per usarle. La lettura sensata è usare la Pietra Lunare appena compare, perché Nidoqueen aggiunge il tipo Terra e fa salire di colpo tutti i valori. L’unica cosa che si perde evolvendo presto sono quelle mosse di livello alto, e nessuna di loro —a parte Geoforza, al 71— vale il tempo di attesa.