Roselia in dettaglio
Rosa, azalea, camelia
Il nome è un mazzo di tre elementi. È composto da rose, azalea e camellia, mentre il giapponese ロゼリア è esattamente la stessa parola trascritta: uno dei pochi casi in cui Game Freak non ha cambiato nulla attraversando l’oceano, perché il nome funzionava già in entrambe le lingue. La creatura alla base è un roseto reinterpretato come figura umanoide, con foglie al posto del corpo e fiori al posto delle mani.
Quel dettaglio dei due fiori di colore diverso nello stesso individuo ha un parallelo botanico spesso citato: l’ortensia, che cambia tonalità in base all’acidità del terreno in cui cresce. Il Pokédex non lo conferma, ma insiste sul fatto che l’acqua che beve determini il colore dei fiori: è la stessa idea, espressa con un altro nome.
Quando era sola
Nella terza generazione era una specie isolata: senza una fase precedente né una successiva, catturabile sul Percorso 117 di Hoenn e finita lì. La quarta generazione le ha aggiunto entrambe le estremità in una volta sola, Budew davanti e Roserade dietro, trasformandola nello stadio intermedio di una linea di tre senza toccarne né il tipo né l’aspetto. Fogliamanto è arrivata più tardi come abilità nascosta.
Questo cambio di ruolo spiega perché la sua lista dei livelli si estenda fino al 52 e perché valga la pena guardarla prima di usare la pietra. Petalodanza, con 120 di potenza, è l’ultima mossa che impara da sola, e un’evoluzione tramite strumento non aspetta nessuno.
L’altro stadio intermedio
Il confronto obbligato è Gloom, l’altro stadio intermedio di tipo Erba e Veleno che ha bisogno di una pietra per proseguire. Condividono il tipo, sono entrambe il passaggio scomodo della propria linea e hanno tutte e due statistiche speciali migliori di quelle fisiche. La differenza sta nell’uscita: Gloom si biforca in due destinazioni a seconda della pietra che gli si dà, mentre Roselia ha una sola porta e la attraversa con Attacco Speciale in abbondanza.
Rispetto alle altre piante velenose della sua generazione, ciò che la distingue è Cura Naturale. È un’abilità che non fa nulla di visibile durante il turno, ma cambia completamente il modo di giocare con lei: trasforma qualsiasi stato in un problema temporaneo e premia l’ingresso in campo, la capacità di incassare un colpo e l’uscita. Roserade la eredita, ma arriva con meno margine per permettersi il cambio.
Trenta centimetri
Conviene ricordare la scala. Con 0,3 metri e 2 chili si trova all’estremo più piccolo del Pokédex, più vicina a un vaso di fiori che a un avversario di peso, eppure porta un veleno diverso in ogni mano e spine che il Pokédex descrive come estremamente pericolose. I 2 chili hanno effetto anche in lotta: qualsiasi mossa la cui potenza dipenda dal peso del bersaglio le fa pochissimo danno.