Donphan in dettaglio
Un elefante con il battistrada
Il design parte da un elefante africano e gli aggiunge qualcosa che non è organico: la corazza che gli percorre il dorso riproduce il disegno di uno pneumatico, con i suoi solchi e il suo rilievo, e spiega come l'animale possa rotolare senza distruggersi. La proboscide corta, le orecchie piccole e le zampe a colonna sono da elefante; il guscio, no.
Il nome è costruito su «elephant», accorciato fino a quel «phan» finale. La sillaba precedente ammette due letture che circolano nelle fonti: il prefisso greco odont-, dente, che si accorderebbe con zanne capaci di indicare la gerarchia, oppure semplicemente il colpo sordo di qualcosa di pesante che cade. In giapponese è ドンファン (Donfan), cioè la stessa parola, uno dei casi in cui il nome non è cambiato attraversando l'oceano.
Ha debuttato prima della sua generazione
Donphan è apparso nel primo film, Mewtwo contro Mew, uscito nel 1998, prima che Oro e Argento arrivassero nei negozi. È stato uno degli anticipi della seconda generazione che l'anime ha mostrato per conto suo, perciò molte persone gli hanno dato un volto mesi prima di poterlo catturare.
La sua preevoluzione, Phanpy, è arrivata nella stessa generazione. La coppia funziona come versione di tipo Terra di uno schema che Johto ha ripetuto diverse volte: un cucciolo rotondo e leggero che si trasforma in un blocco da 120 chili.
Riccioli, rotolamenti e maledizioni
La sua storia meccanica è quella di un Pokémon che le regole hanno migliorato in un secondo momento. Vigore, nella terza e quarta generazione, serviva soltanto a non morire per Abisso o Ghigliottina, che equivaleva quasi a non servire a nulla; nella quinta ha iniziato a lasciarlo con 1 PS quando incassa il colpo con la vita al massimo, e da allora conta davvero.
Rapigiro ha seguito lo stesso percorso. Per generazioni è stata una mossa da 20 di potenza la cui unica utilità era ripulire il campo dalle trappole; nell'ottava è salita ai 50 che compaiono nella sua lista e ha anche iniziato ad aumentare la Velocità. Donphan la impara al livello 6 da sempre, e la combinazione di rimuovere le trappole con 120 di Difesa alle spalle è ciò che lo ha mantenuto nelle discussioni per anni.
Quello che non è migliorato è la sua mossa caratteristica. Il gioco gli insegna Ricciolscudo al livello 1 e Rotolamento al 10, una coppia pensata per concatenarsi: la prima raddoppia la potenza della seconda, e la seconda continua a crescere finché va a segno. Sulla carta è la carica rotolante delle voci del Pokédex. In pratica sono 30 di potenza base e cinque turni passati a pregare di non sbagliare, quando Terremoto colpisce a 100 senza condizioni.
La giocata che vale davvero la pena è Maledizione, disponibile tramite MT. Non essendo di tipo Spettro, aumenta il suo Attacco e la sua Difesa al costo della Velocità, e quella Velocità di 50 non avrebbe comunque vinto nessuna gara. Due o tre turni di Maledizione trasformano un fisico già molto solido in qualcosa di difficile da spostare, sempre che dall'altra parte non compaia niente di speciale.
Rispetto a Rhydon, che distribuisce cifre simili, Donphan rinuncia al secondo tipo e alle debolezze che si porta dietro, ritrovandosi con una scheda più pulita e meno appariscente. Anche più piatta: senza il tipo Roccia alle spalle, la sua copertura offensiva dipende quasi tutta da zanne prese in prestito.