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Illustrazione ufficiale di Kangaskhan

#0115

Kangaskhan

Gen I

Pokémon Genitore

Normale

Voce del Pokédex · X

Tiene il cucciolo nel marsupio che ha sulla pancia e lo lascia uscire solo quando non ci sono pericoli.

Altezza
2.2 m
Peso
80 kg
Esp. base
172
Crescita
Media
Cattura

45/255Media

Amicizia

70/255

Statistiche di base

PS105Attacco95Difesa80Velocità90Dif. Sp.80Att. Sp.40
PS★
105
Attacco
95
Difesa
80
Velocità
90
Dif. Sp.
80
Att. Sp.
40

Totale 490

Alto

EV ottenuti +2 PS

Intervalli reali (IV 0–31 · EV 0–252 · natura inclusa)

MinMax
PS165212
Attacco90161
Difesa76145
Velocità85156
Dif. Sp.76145
Att. Sp.40101
Totale532920

Chi è Kangaskhan

La categoria ufficiale è Pokémon Genitore e, per una volta, l’etichetta descrive l’intero design. Tutto ruota attorno al marsupio: dentro c’è il piccolo e le voci del Pokédex parlano praticamente solo di quello. Lo lascia uscire a giocare solo quando non avverte pericoli e, nel frattempo, lo sorveglia. Una delle voci lo dice con una franchezza insolita per la serie: non conviene disturbare i piccoli mentre giocano, perché la madre è nei paraggi e reagirà «con rabbia e violenza».

L’animale di partenza è un canguro. Due metri e venti d’altezza, ottanta chili, pelle spessa e marrone, coda usata come contrappeso e un ventre più chiaro dove si apre la tasca. Il piccolo, di un altro colore e molto più piccolo, fa capolino con la testa e poco altro.

C’è un dettaglio che la serie ripete fin dall’inizio e che riassume tutto il resto: la separazione. Il piccolo se ne va verso i tre anni e quello è, secondo il Pokédex, l’unico momento in cui la madre piange con veemenza. Per il resto, il comportamento descritto è fatto di sorveglianza e ritorsioni.

Non si evolve da nulla e non si evolve in nulla. La sua catena evolutiva ha una sola casella. Quella che il Pokédex registra come seconda forma non è un’evoluzione, ma MegaKangaskhan, e in quel caso il piccolo esce dal marsupio.

Analisi di lotta

×2

Debolezza

Lotta
×0

Immunità

Spettro

Kangaskhan in dettaglio

Un canguro con un titolo nobiliare

Il nome inglese non nasconde il gioco di parole: kangaroo più khan, il titolo dei sovrani mongoli. Il giapponese, ガルーラ (Garura), fonde il canguro con una parola legata al comando, mentre le altre lingue hanno scelto ciascuna una metà. Il tedesco, Kangama, si è tenuto la madre. Il francese, Kangourex, il rex latino. È una delle poche specie in cui la traduzione cambia completamente l’enfasi: in una lingua è la regina, in un’altra è la madre.

La cosa curiosa è che il Pokédex sta dalla parte tedesca. Nessuna delle sei voci del Pokédex parla di dominio, territorio o gerarchia: parlano di sorvegliare, mettere il piccolo nel marsupio e attaccare chi si avvicina. Il titolo nobiliare è nel nome e in nessun altro posto.

Il piccolo che è uscito a combattere

MegaKangaskhan è esistita nella sesta e nella settima generazione, con la Kangaskhanite assegnata, e la sua idea era l’unica possibile con questo design: il piccolo cresce, esce dalla tasca e combatte al fianco della madre. L’abilità esclusiva di quella forma faceva sì che quasi tutti i suoi attacchi dannosi colpissero due volte. Nella sesta generazione il secondo colpo valeva la metà; a partire dalla settima è stato ridotto a un quarto. Non funzionava con le mosse che colpiscono già più volte né con quelle che raggiungono più di un avversario.

Anche dopo il ridimensionamento, era abbastanza forte da spingere la community competitiva a escluderla dai propri formati standard. Poi la questione si è risolta da sola: la Megaevoluzione è sparita come meccanica e con lei la forma. Quello che resta è la base, con i suoi 95 di Attacco, esattamente il valore che nessuno ricorda.

Il cranio che non è mai stato confermato

Dagli anni Novanta circola la teoria secondo cui il cranio che porta Cubone appartenga alla madre morta e che quella madre fosse una Kangaskhan. Si incastra fin troppo bene — una specie composta solo da femmine, un’altra che piange la propria madre — ed è per questo che è sopravvissuta per trent’anni. Game Freak non l’ha mai confermata e non c’è una sola riga del materiale ufficiale che la sostenga. È folklore da giocatori, non un dato.

Come si comporta in una partita

Nella prima generazione appariva solo nella Zona Safari, con le Poké Ball limitate e la tendenza a scappare, e questo l’ha trasformata in una di quelle rarità che si mostravano agli altri. Oggi si ottiene con meno cerimonie, ma l’ordine in cui impara le mosse continua a essere decisivo.

Morso al 12 e Pestone al 16 le danno più potenza di quella che dovrebbe avere a quel punto. Sbigoattacco al 28 è una priorità e, con 90 di Velocità base, si rivela più utile di quanto sembri: chiude il conto con i Pokémon veloci e già feriti. Sgranocchio al 36 e Terremoto via MT coprono quasi tutto il lavoro difensivo, mentre Oltraggio al 48 è una trappola —120 di potenza in cambio di restare intrappolata e confusa— che in una partita lunga costa più di quanto renda.

Rispetto agli altri Normali robusti di Kanto, il posto che occupa è chiaro. Tauros è più veloce e colpisce più forte, ma non regge quanto lei. Snorlax ha molta più carne e molta meno Velocità. Kangaskhan resta nel mezzo: non è né la più resistente né la più veloce, con il vantaggio che Nervisaldi le toglie di mezzo i Pokémon Spettro, proprio ciò che manda in crisi gli altri due.

Carte del GCC

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