Smeargle in dettaglio
Il beagle che firma i muri
Il nome inglese unisce smear, imbrattare, e beagle, la razza canina che il design copia quasi per intero: muso corto, orecchie cadenti, macchie. Ciò che non è cane sono la coda, che termina in un pennello, e il copricapo piatto sulla testa, che gli dà l’aria di un pittore da cavalletto.
Il giapponese, ドーブル (Dōburu), non ha una lettura condivisa. Bulbapedia lo collega a double, per la faccenda di copiare le mosse altrui; WikiDex preferisce leggerlo come incrocio di dog e doodle, scarabocchio. Le tre sillabe permettono entrambe le interpretazioni e nessuno di Game Freak ha chiarito quale fosse l’intenzione.
Un PP, per sempre
Schizzo non ha mai avuto più di 1 PP in nessuna generazione, e il suo effetto è definitivo: ciò che viene copiato rimane. La particolarità che lo distingue da qualsiasi altra mossa caratteristica è che il suo possessore la reimpara salendo di livello, quindi uno stesso esemplare può riempire tutti e quattro gli slot se gli si presentano le occasioni.
In Scarlatto e Violetto la situazione è iniziata male. Tra le versioni 1.0 e 2.0.2 Schizzo non si poteva usare in lotta; ha ripreso a funzionare con la patch 3.0.0, portandosi dietro anche una lista di eccezioni più lunga. Non si possono più copiare Vuototetro (Dark Void), Urtospazio (Hyperspace Fury), Rianimazione (Revival Blessing) né la mossa caratteristica della forma teracristallizzata di Terapagos, oltre a ciò che era già escluso: Scontro, Schiamazzo, le mosse Z e Schizzo stesso. Nella seconda generazione non ammetteva neppure Trasformazione né Mimica, una restrizione rimossa nella quarta.
Copiare senza smettere di essere se stessi
In questa serie ci sono tre modi di prendere in prestito ciò che appartiene agli altri, e funzionano tutti in modo diverso. Ditto si trasforma: assume l’aspetto, i tipi, le statistiche e le mosse dell’avversario, ma solo per la durata della lotta e mantenendo i propri PS. Kecleon cambia tipo quando riceve un colpo, senza modificare nient’altro. Smeargle è l’unico dei tre a tenersi il bottino: esce dalla lotta con la mossa nella scheda, con i suoi 250 punti intatti e con la stessa faccia da cane con cui era entrato.
La conseguenza pratica è che non esistono due esemplari uguali. Uno stesso allenatore può averne uno con Spora copiata dalla linea evolutiva di Breloom e un altro pieno di trappole, e nella tabella del gioco entrambi compaiono come la stessa specie con le stesse statistiche ridicole.
Quello che dicono le sue schede
Le voci del Pokédex insistono sullo stesso dettaglio dal 1999: i segni territoriali, il fluido della coda, i muri dipinti. Cinquemila varianti catalogate è una cifra che nessun’altra specie ha associata, e suggerisce che chi scrive quelle schede abbia preso sul serio la battuta del Pokémon graffitaro. L’impronta sulla schiena degli adulti indica la stessa cosa da un altro punto di vista: è la firma di un compagno, non la sua, e funziona come segno d’età all’interno del gruppo.