Eevee in dettaglio
Due lettere e una volpe
Il nome è una sigla letta ad alta voce. イーブイ si pronuncia «ii-bui», che in giapponese corrisponde alle lettere E e V, cioè evolution; l’inglese Eevee fa la stessa cosa passando da un’altra strada e deriva dalla stessa parola. Il francese Évoli aggiunge il riferimento alle pietre. È uno dei pochi casi in cui le tre versioni del nome significano esattamente la stessa cosa, e uno dei pochi in cui il nome coincide letteralmente con la meccanica.
Il design è quello di un piccolo mammifero quadrupede dal pelo marrone, con orecchie appuntite, collare color crema e coda folta dalla punta chiara. Di solito viene descritto come una volpe, anche se volutamente non assomiglia a nessuna specie precisa: il punto è che sia un animale generico, una tela su cui possono stare otto colori diversi.
Quello che gli hanno aggiunto nel tempo
Nella prima generazione aveva solo Fugafacile, un’abilità che non serve a nulla in una lotta contro un altro Allenatore. Adattabilità è arrivata nella quarta generazione, la stessa in cui sono comparsi Leafeon e Glaceon, ed è l’unica cosa che abbia davvero cambiato il suo comportamento in battaglia. Presagio si è aggiunta in seguito come abilità nascosta. Il totale di 325 punti, invece, non è mai cambiato.
Le condizioni evolutive sono state rese via via meno restrittive. Per tre generazioni, Leafeon e Glaceon richiedevano di raggiungere una roccia precisa sulla mappa; la Pietrafoglia e la Pietragelo hanno messo fine a quel pellegrinaggio. Sylveon è nato legato al sistema dell’affetto della sesta generazione e oggi ammette anche la normale amicizia. La direzione è sempre la stessa: eliminare gli attriti.
Quello che resta com’è
Esistono due versioni che non si evolvono mai. Il compagno di Pokémon: Let’s Go, Eevee! ha gli occhi viola, il pelo più chiaro, un totale di 435 punti base —110 in più del normale— e mosse esclusive che nessun altro esemplare può imparare; in cambio, non può trasformarsi in nulla. Nemmeno Eevee con il Fattore Gigamax: finché conserva quel fattore, le pietre e l’amicizia non hanno effetto su di lui, e chi vuole il collare enorme rinuncia agli otto rami evolutivi.
È una scelta di design coerente con il personaggio. L’intera specie è costruita sull’idea di non essere ancora nulla, e le due forme che la serie ha trasformato in mascotte sono proprio quelle che si rifiutano di smettere di esserlo.
Confronti utili
L’altra specie del Pokédex definita dalla trasformazione è Ditto, e il contrasto è netto: Ditto copia ciò che ha davanti e torna al suo stato precedente appena esce dalla lotta, mentre qui ogni cambiamento è definitivo e bisogna sceglierne uno solo per esemplare. Per questo la riproduzione conta così tanto in questa linea, e per questo il 12,5 % di femmine pesa più che in altre.
Un dettaglio pratico per chi lo usa in una partita normale: Comete al livello 20 e Morso al 25 sono gli unici attacchi decenti prima di Riduttore al 40, e con 45 di Attacco Speciale conviene puntare sul fisico fin dall’inizio. Copione, al 30, è più un giocattolo che uno strumento.